| 13 Luglio 2026 20:02 |
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(Adnkronos) –
Rispetto al caso di Loreto “ci troviamo in una fase iniziale del procedimento e le indagini in corso servono anche e proprio per raccogliere elementi che potrebbero portare a una modifica dell’imputazione in femminicidio”. Dopo le polemiche sull’omicidio di Luigia Fortunato, italiana di 33 anni uccisa a Loreto, e sul fatto che al momento al marito fermato non è stato contestato il reato di femminicidio, il professore ordinario di Diritto penale nell’Università degli Studi di Milano e presidente dell’Associazione italiana dei professori di Diritto penale Gian Luigi Gatta interpellato dall’Adnkronos spiega che ogni vicenda “è un caso unico” e va valutata con “equilibrio e attenzione”. Ma cosa cambia tra un’accusa di omicidio aggravato e quella di femminicidio e quando ricorre uno o l’altro reato?
“Le reazioni alla notizia, da parte della stampa in particolare, mi sembra che evidenzino un possibile equivoco – premette l’esperto – L’introduzione del reato di femminicidio non ha trasformato l’omicidio comune in maschicidio. In altre parole, non ogni uccisione di una donna integra il reato di femminicidio: in alcuni casi sarà configurabile un omicidio comune, in altri casi un femminicidio. Quest’ultimo e più grave reato ricorre, secondo la legge, quando il fatto è commesso come atto di odio o di discriminazione di di prevaricazione, o come atto di controllo o possesso o dominio della vittima in quanto donna, o in relazione del rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo ovvero, infine, come atto di limitazione delle sue libertà individuali”.










