di Alessandra Dal Monte

Invitati all'edizione 2026 di Vino Vip Cortina, l'evento organizzato da Civiltà del Bere, Piero Antinori e Angelo Gaja hanno dialogato con altri due «tenori del vino italiano», Sandro Boscaini e Fausto Maculan. Il premio Pino Khail a Marilisa Allegrini

Il talk con «i tenori del vino italiano» alla 15esima edizione di VinoVip, la manifestazione ideata nel 1997 dalla rivista Civiltà del Bere, ha riunito a Cortina d'Ampezzo i padri del Rinascimento del vino tricolore, «voci forti e chiare», come le ha definite il direttore del magazine Alessandro Torcoli, che hanno contribuito alla creazione dell'immagine attuale delle nostre bottiglie nel mondo.

Tassare i produttori per comunicare meglio: la proposta di AntinoriUna chiacchierata cominciata dal tema dei temi, la crisi del vino, ormai data per certa. Cosa, dei problemi attuali del settore - dal cambiamento climatico alla geopolitica, dal salutismo al calo dei consumi - è più preoccupante? Secondo il Marchese Piero Antinori, papà del Tignanello, «uno dei pericoli maggiori è la tendenza a equiparare il vino agli altri prodotti alcolici. Non è così, il vino ha una storia millenaria che accompagna la tavola e favorisce la convivialità, ha dei valori sociali e anche sanitari, poiché è dimostrato che il consumo moderato fa bene. Andrebbe spiegato tutto questo». E lancia allora una proposta: «Nel mondo si producono 30 miliardi di bottiglie di vino, se si riuscisse a tassare anche una minima parte di questo ammontare potremmo creare un’azione di comunicazione del vino moderna, mirata per avvicinare i giovani. L’Oiv (Organizzazione internazionale della vigna e del vino, associazione intergovernativa, ndr) potrebbe farsi carico di una campagna del genere, credo che i produttori siano disponibili a destinare qualche centesimo per questo».