Aveva accusato l’ex fidanzato, un 37enne di Martina Franca, di perseguitare lei e il suo attuale partner denunciandolo anche per lesioni e «revenge porn» tanto da far scattare il suo arresto e ora invece è stata condannata a 2 anni (pena sospesa) per il reato di calunnia. È questa la sentenza emessa dal giudice Giuseppe Montemurro del Tribunale di Bari al termine del processo con rito abbreviato che vedeva imputata appunto la donna. La 34enne, originaria della provincia di Brindisi, è stata inoltre condannata a risarcire il suo ex fidanzato – che si era costituito parte civile attraverso gli avvocati Donato Lucaselli e Angela Cortese – con una provvisionale di 10mila euro. Il gup Montemurro, nella sentenza, ha poi assolto l’imputata dalle accuse di atti persecutori e tentata estorsione «perché il fatto non sussiste». Una vicenda giudiziaria che per l’attuale compagno della donna, un 30enne di Martina Franca è ancora pendente: l’imputato ha infatti scelto di affrontare il dibattimento e il processo è ora in corso. Una vicenda paradossale che ha visto la vera vittima, il 37enne appunto, accusata inizialmente di tutta una serie di reati pur essendo innocente.
Dopo l’arresto il tarantino era stato in seguito collocato ai domiciliari fino al processo in cui era emersa la sua totale estraneità alle accuse di stalking, lesioni personali e revenge porn. A orchestrare il tutto sarebbe stata proprio la brindisina che avrebbe inventato ogni cosa per ricattarlo economicamente.









