È stato agli arresti domiciliari per due mesi con l'accusa di maltrattamenti in famiglia per aver reso la vita impossibile alla sua ex, ma il processo ha fatto emergere che la vittima era lui. È stato assolto con formula piena un 29enne tarantino arrestato dopo la denuncia della sua ex convivente nella quale la donna aveva raccontato una serie di episodi di violenza, fisica e psicologica, che nel corso del processo celebrato con rito abbreviato sono stati in realtà tutti smontato dall'avvocata Giorgia de Tomasi che assisteva l'imputato.
L'uomo era accusato di aver sottoposto la presunta vittima a continue minacce, vessazioni e anche percosse durante i tre anni di convivenza, ma proprio questo è stato il primo elemento messo in chiaro dalla difesa: in realtà la coppia aveva condiviso l'abitazione solo per pochi mesi nel 2024 e un breve periodo nel 2025 durante i quali l'uomo era stato sottoposto a una serie di pressioni che a un certo punto lo hanno spinto a «cacciare» dalla sua casa la donna. A testimoniarlo c'erano una serie di messaggi scambiati dai due su whatsapp che testimoniano come per la gran parte di questi tre anni non solo i due abbiamo vissuto in appartamenti separati, ma anche come la donna abbia costretto l'uomo a cercare un tetto per entrambi nonostante le condizioni precarie di lavoro. Ma da quei messaggi, sono emerse soprattutto le minacce fatte dalla donna dopo la fine della relazione: messaggi in cui la presunta vittima intimava al suo ex di tornare insieme o gli avrebbe sostanzialmente rovinato la vita. Un ricatto a cui il 29enne non ha ceduto ritrovandosi poi a dover fare i conti con la giustizia: un'ordinanza di custodia cautelare lo ha tenuto ai domiciliari per oltre due mesi e ha dovuto affrontare anche un processo che lo vedeva accusato di di reati particolarmente gravi. In aula però l'avvocata de Tomasi ha depositato migliaia e migliaia di pagine con le conversazioni tra i due che hanno ribaltato la verità raccontata dalla donna agli inquirenti. Una tesi che ha convinto il giudice Francesco Maccagnano che ha assolto l'uomo rimettendolo in libertà.






