Presa a sprangate, spogliata e derubata di alcuni gioielli. È l'ultimo atto di un lunga serie di aggressioni fisiche, verbali e psicologiche di cui è stata vittima una 29enne tarantina che nelle scorse ore ha portato agli arresti domiciliari tre donne accusate di aver pianificato ed eseguito una sorta di spedizione punitiva nei confronti della vittima, ritenuta colpevole di aver avviato una relazione sentimentale con l'ex marito di una delle indagate.

Il fatto è accaduto nella notte tra il 20 e il 21 giugno quando la vittima era uscita da una sala feste del rione Paolo VI e si è trovata di fronte le rivali: una è rimasta alla guida dell'auto, due invece l'hanno avvicinata e mentre una l'avrebbe colpita con una sorta di spranga in legno, l'altra le avrebbe spruzzato addosso dello spray urticante al peperoncino. Non solo. Nella denuncia resa ai poliziotti delle Volanti e del Commissariato Borgo, la vittima ha raccontato che le due donne dopo averle strappato i vestiti le avrebbero sottratto anche una catenina d'oro con perle, di un bracciale in oro bianco con ciondolo a forma di cuore, di un paio di orecchini in oro bianco a forma di cuore e della somma di 300 euro in contanti.

Ma come detto, quella aggressione sarebbe stata solo l'ultimo episodio di quella che il gip Mariano Robertiello definisce nella sua ordinanza una «progressiva escalation delle iniziative poste in essere ai danni della vittima». La 29enne aveva infatti già presentato denunce per diversi altri episodi nei confronti di una delle tre donne indagate: l'anno precedente, ad esempio, si era ritrovata dinanzi a casa due di loro che, in presenza dei suoi figli di cui uno minorenne, l'avevano colpita con pugni, calci e schiaffi. E ancora durante il periodo estivo, una di loro l'aveva minacciata con un coltello, dicendole che, se non avesse lasciato suo marito, le avrebbe fatto del male. A questo si aggiungono una serie di diffamazioni e minacce sui social network: una delle indagate avrebbe creato continuamente profili falsi, in particolare su Facebook, per ingiuriarla e diffamarla con espressioni offensive e frasi a contenuto sessuale per denigrare la rivale. Una delle tre donne, inoltre, avrebbe persino contattato il figlio minorenne della vittima per rovinare la reputazione e la vita della donna. Infine, solo pochi giorni prima dell'aggressione era stati recapitati alla figlia minore dei fiori per il funerale della 29enne.