La decisione della Commissione europea di raccomandare la revoca dei finanziamenti alla Biennale di Venezia ha innescato le reazioni politiche, sollevando un acceso dibattito sull’autonomia culturale e il rispetto delle sanzioni internazionali. Mentre il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, parla di un atto di arroganza senza precedenti e il Movimento 5 Stelle definisce la mossa un ricatto vergognoso, la stessa Fondazione veneziana ha risposto con una nota ufficiale criticando le modalità di comunicazione di Bruxelles.
Nella giornata di ieri, sabato 11 luglio, la vicepresidente esecutiva della Commissione europea Henna Virkkunen ha annunciato via social la raccomandazione ufficiale all’Agenzia per l’istruzione e la cultura di interrompere il finanziamento comunitario da due milioni di euro previsto per il triennio. La sanzione è legata alla riapertura del padiglione russo all’esposizione internazionale, decisa lo scorso marzo dal presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, nonostante la chiusura durasse dal 2022, anno dell’invasione dell’Ucraina. Secondo la Commissione, la cultura finanziata con fondi pubblici europei deve promuovere i valori democratici che oggi non sarebbero rispettati in Russia.













