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Non è bastato il lungo carteggio di maggio e giugno. E non è bastata neanche la posizione del governo, in linea con quella di Bruxelles. La Commissione Ue ha deciso di non perdonare la Biennale di Venezia per il caso del padiglione russo e ha raccomandato ufficialmente all'Eacea – l'agenzia europea per la Cultura e l'Educazione – di stoppare i finanziamenti da 2 milioni destinati alla Fondazione.«Valori non rispettati nella Russia odierna»

Ad annunciarlo è stata, su X, la vicepresidente della Commissione Ue Henna Virkkunen. «La cultura in Europa – finanziata con il denaro dei contribuenti – dovrebbe promuovere e salvaguardare i valori democratici. Tali valori non vengono rispettati nella Russia odierna», ha sottolineato la commissaria finlandese.Il caso del padiglione russo è scoppiato in tutta la sua – ampia – portata in primavera. Nonostante la contestazione mossa dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, la Fondazione ha tirato dritto, decidendo di ospitare il padiglione russo. La struttura, formalmente, non è mai stata aperta al pubblico e la Biennale ha sempre sostenuto che la sua presenza non violasse le sanzioni europee. Ma la polemica, dall'Italia, già nel marzo era planata su Bruxelles.