Giustizia
Sergio Santoro
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All’inerzia del Ministero nell’affrontare la prossima pronuncia della Corte Ue sulla Giustizia sportiva, preannunciata nelle conclusioni dell’Avvocato generale Spielmann, non sembra avere posto rimedio la mini-riforma annunciata dal CONI con il Comunicato del Consiglio Nazionale del 26 giugno 2026, che dichiara di avere rafforzato con tale riforma il ruolo apicale della Procura Generale dello Sport.
L’intervento, per quanto presentato come adeguamento del sistema, si muove infatti su un terreno diverso da quello indicato dalla Corte Ue, dato che riguarda essenzialmente modifiche interne allo Statuto CONI e al Codice della Giustizia Sportiva, con particolare attenzione al ruolo della Procura Generale dello Sport, ai rapporti con le Procure federali e all’introduzione di nuove regole procedimentali, tra cui il nuovo art. 52-bis relativo alle azioni nei confronti di presidenti e componenti dei consigli federali e regionali. Ma non tocca il cuore della questione europea.














