La riforma della giustizia sportiva è stata approvata oggi dal Consiglio Nazionale del Coni e prevede un "lavoro e ruolo della procura generale dello sport che sarà più snello e determinante" come ha detto il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio. "E' un primo passo indispensabile, poi successivamente faremo altri interventi", ha proseguito. I punti principali della riforma prevedono la possibilità del procuratore generale di approvare il deferimento partito dalle procure federali, esattamente come prima della riforma avveniva ma solo per l'archiviazione; nel caso dei patteggiamenti pre-deferimento, invece, la procura generale avrà un parere che sarà considerato vincolante, mentre è poi previsto un legame più stretto tra procura generale e federale, favorendo il flusso di scambio di informazione tra i due organi. Infine per tutti i procuratori federali, per quello generale e per le componenti della giustizia sportiva ci sarà l'obbligo di massimo due mandati per favorire il ricambio.
"Questa riforma rafforza il Coni e la sua autonomia", ha commentato l'avvocato Antonio Conte che fa parte della commissione che ha lavorato alla rivisitazione. "E' stato un lavoro che ha tutelato l'ordinamento sportivo e il ruolo delle Federazioni", ha concluso invece Buonfiglio.“Voi mi mi dite che siamo autonomi? Ma chi ci crede più. Io non voglio rovinare questo clima di festa, ma l'autonomia dello sport italiano non esiste più. Voi siete contenti di questo? Io non lo sono": così Gianni Petrucci, presidente Fip ed ex n.1 del Coni, nel suo intervento durante il consiglio nazionale del Coni. "Non sapevo che la riforma del calcio si dovesse fare in intesa con il governo - ha aggiunto -. Eppure la prima cosa che ha fatto il nuovo presidente del calcio è stata quella di andare dal governo".







