Giustizia e Sport

Sergio Santoro

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La sentenza pronunciata il 16 luglio 2026 dalla Corte di giustizia nelle cause riunite C-424/24 e C-425/24, FIGC e CONI, segna un punto di non ritorno per la giustizia sportiva italiana. La Corte conferma il principio già anticipato nelle conclusioni dell’Avvocato generale Spielmann: l’autonomia dell’ordinamento sportivo è riconosciuta dal diritto dell’Unione, ma non può trasformarsi in una zona sottratta alla legalità europea e al controllo di un giudice effettivamente indipendente.

Il sistema costruito dalla legge n. 280 del 2003 riserva agli organi sportivi le controversie disciplinari e consente al giudice amministrativo, esauriti i gradi interni, di accertare incidentalmente l’illegittimità della sanzione e accordare il risarcimento del danno, senza poterla annullare o sospendere.