| 16 Luglio 2026 16:31 |
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TORINO (ITALPRESS) – Le sanzioni della giustizia sportiva che incidono sulle libertà di una persona garantite dal diritto europeo possono essere contestate e valutate da un giudice indipendente, che ha la possibilità di annullarle nel caso siano ritenute illegittime. Dice questo la sentenza della Corte di Giustizia Europea che è stata chiamata a esprimersi sul caso Agnelli-Arrivabene. Un’indicazione che rappresenta una piccola grande rivoluzione nell’ambito dell’indipendenza e dell’autonomia della giustizia sportiva. Il primo aprile del 2022 la procura federale della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) aveva avviato un procedimento disciplinare nei confronti di diverse società calcistiche, tra cui la Juventus, nonché nei confronti di alcuni loro dirigenti sospettati di aver partecipato a un sistema di plusvalenze fittizie su trasferimenti di giocatori al fine di gonfiare artificiosamente il loro valore contabile. Successivamente, era stato vietato ai due dirigenti della Juventus l’esercizio di qualsiasi attività in ambito FIGC, sanzioni successivamente estese a livello mondiale dalla FIFA e confermate dal supremo giudice sportivo italiano. Investito di un ricorso, il giudice amministrativo italiano, il cui potere si limita a quello di concedere un risarcimento, senza possibilità di annullare tali sanzioni, ha interrogato la Corte di giustizia in merito alla compatibilità di queste ultime con le libertà di circolazione garantite dal diritto dell’Unione, nonché alla conformità di un tale sistema di controllo giurisdizionale al diritto dell’Unione.











