Le sanzioni sportive devono poter essere annullate da un giudice esterno alla giustizia sportiva. La sola possibilità di ottenere un risarcimento non è sufficiente: serve un controllo giurisdizionale effettivo, esercitato da un organo indipendente e dotato anche del potere di sospendere la sanzione. È una svolta potenzialmente rivoluzionaria quella determinata dalla sentenza della Corte Ue nelle cause riunite C-424/24 e C-425/24, diffusa il 16 luglio 2026 e relativa al caso plusvalenze-Juventus. La decisione riconosce la fondatezza di una parte delle questioni sollevate nell’ambito dei ricorsi di Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene e potrebbe produrre effetti rilevanti sulla giustizia sportiva italiana, già interessata da un processo di riforma avviato dal Coni.
La vicenda
Il 1° aprile 2022 la procura federale della Figc aveva aperto un procedimento disciplinare nei confronti di diverse società calcistiche, tra cui la Juventus Fc, e di alcuni loro dirigenti, sospettati di aver partecipato a un sistema di plusvalenze fittizie sui trasferimenti dei calciatori, con l’obiettivo di gonfiarne artificialmente il valore contabile. Dopo una prima assoluzione, il procedimento era stato riaperto sulla base di nuovi elementi. Agnelli e Arrivabene erano stati successivamente inibiti dallo svolgimento di qualsiasi attività in ambito Figc. Le sanzioni erano state confermate dal Collegio di garanzia dello sport del Coni ed estese a livello mondiale dalla Fifa.










