di Massimo Gramellini

L’egoista sa difendersi solo con la menzogna cronica, quella che a furia di essere ripetuta finisce per sembrare vera

Gentilissimo dottor Gramellini, quando ho visto per la prima volta l’intervista in cui Lady D. diceva che il suo matrimonio era affollato, ero ancora una ragazzina e non riuscivo a capire come un uomo non bello, più vecchio, potesse preferire Camilla a Lady Diana, Crudelia De Mon invece di Cenerentola. Oggi ho 45 anni e ho scoperto tradimenti continui del mio attuale ex marito con una donna più vecchia di lui e di me. Il nostro non è stato un matrimonio felice, avevo già scoperto un tradimento mentre ero incinta della seconda figlia e mi sono sentita colpevole per non essere all’altezza di mio marito: bello, interessante, di successo, con un sorriso che spacca. Lui negli anni mi ha negato tutti quelli che in un matrimonio ritengo essere valori fondamentali: rispetto, dedizione, amore, sesso. Mi sono chiusa in una corazza, ma ogni volta che facevo un passo, il rifiuto anche fisico era la risposta. Mi ha regalato l’indifferenza più intollerabile perché fatta di incapacità di guardarmi. Io non l’ho mai tradito, anche se sono arrivata a chiedergli di lasciarmi perché non ce la facevo più. Ho iniziato un percorso di terapia e quando la psicologa mi chiedeva se fossi sicura che mio marito non avesse una seconda vita le rispondevo: ci metto la mano sul fuoco, è sempre a casa con me e le ragazze. Poi ho scoperto che la giornata lavorativa offre infinite possibilità: pranzetti senza dare nell’occhio, alberghi diurni fuori città. E quando andavo fuori città a giugno con le ragazze per spezzare un po’ l’estate, lui non poteva mai perché portava avanti l’economia mondiale insieme a un po’ di svago con l’amante. A parte essere stato costretto ad ammettere che, sì, mi aveva tradita, ma il tradimento era la conseguenza di tutte le mie mancanze, ha sempre negato che quella donna fosse la sua amante e che contasse qualcosa per lui, arrivando a dirmi che non la sentiva neanche più. Poi è uscito di casa e ci siamo separati. Dopo un anno difficilissimo, adesso siamo in rapporti civili. Sabato ci incontriamo, dovevamo fare una commissione per le nostre figlie. Tutto fila abbastanza liscio, quando sul display della macchina compare una telefonata in arrivo della sua amante. Non sono riuscita a mantenere la calma. E ancora mi dice che quella donna non conta nulla! Vorrei fargli capire che non ha più bisogno di mentire (siamo separati!) e che mi conferma che l’intrusa in questo matrimonio sono stata io. Come fa a negare l’evidenza? Questa cosa mi manda fuori di testa. Sono stata sua compagna di vita per quasi un quarto di secolo. Perché non ha avuto la decenza di lasciarmi per vivere la sua storia? Sarei riuscita a chiudere un matrimonio, che insieme abbiamo distrutto (non mi tolgo dalle responsabilità), ma almeno avrei potuto salvare il rispetto che si deve a un altro essere umano: non parlo di doveri verso il coniuge, per carità quelli li ho rispettati solo io.V.