HomePesaroCronacaDue interventi al seno sbagliati. Condannati il medico e la clinicaIl giudice accoglie parzialmente le richieste delle pazienti (di 38 e 53 anni): ognuna riceverà circa 22mila euroChirurghi in una sala operatoria durante un intervento (foto d’archivio)Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguicidi Antonella MarchionniEntrano in clinica per rifarsi il seno, escono con nuovi problemi e finiscono in tribunale. Due pazienti, stesso chirurgo, stessa struttura privata di Pesaro e due risarcimenti per interventi di chirurgia estetica che, secondo le sentenze, hanno lasciato danni permanenti. Le operazioni erano state eseguite alla Salus Medica, assistita in entrambi i procedimenti dall’avvocato Maurizio Valloni. Le due vicende sono diverse, ma hanno diversi punti in comune: il medico, la clinica e il risultato finale davanti al Tribunale di Pesaro. In entrambi i casi il giudice ha riconosciuto che una parte del percorso chirurgico era stata eseguita in modo non corretto. Le sentenze, però, distinguono ciò che era stato fatto bene da ciò che invece ha prodotto un danno risarcibile.

La prima paziente arrivava da una storia personale già complessa. Aveva combattuto con il peso fin dall’adolescenza, quando aveva anche sofferto per episodi di bullismo e per il disagio legato al proprio corpo. Prima dell’intervento bariatrico pesava 125 chili per un metro e 60; dopo l’operazione aveva perso 38 chili in un anno ed era stata seguita anche da una psicologa. Proprio dopo quel forte dimagrimento, nel 2021, a 53 anni, si era rivolta alla chirurgia estetica per rimodellare il seno e le braccia. Secondo i consulenti, quella prima operazione era stata eseguita correttamente e aveva portato a un miglioramento. I problemi sono arrivati con il secondo intervento, effettuato nel marzo 2022, per correggere ulteriormente il seno. In questo caso, secondo quanto accertato, il progetto dell’operazione sarebbe stato sbagliato: areole e capezzoli erano stati posizionati troppo in alto. Il danno permanente è stato quantificato nel 5 per cento. Il tribunale ha invece escluso che l’infezione comparsa dopo la prima operazione fosse colpa del chirurgo o della clinica, ritenendo più probabile che fosse insorta durante le successive medicazioni effettuate altrove. Respinta anche la richiesta di restituzione degli 8mila euro pagati per il primo intervento, giudicato corretto. Medico e clinica sono stati comunque condannati insieme a versare alla donna poco più di 22mila euro.