HomePesaroCronacaIntervento finito in un calvario. Risarcita con oltre 600mila euroSignora di Fossombrone venne operata, ma poi finì in un turbinio di dolorose complicazioniL’ingresso dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Urbino La signora forsempronese è stata ricoverata a seguito di un incidente domesticoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguicidi Antonella MarchionniMaxi risarcimento da quasi 635mila euro dopo un intervento alla gamba finito in un calvario: infezione in ospedale, piede e caviglia compromessi, lavoro perso e pensione di inabilità. Il Tribunale di Urbino ha condannato la gestione liquidatoria dell’ex Asur Marche a pagare 634.998,86 euro a una donna di Fossombrone, collaboratrice scolastica, ritenendo provato il legame tra le complicanze insorte dopo l’operazione e i danni subiti. Tutto comincia il 30 settembre 2018, con un infortunio domestico.

La donna si frattura tibia e perone della gamba sinistra e viene portata al pronto soccorso dell’ospedale di Urbino. Il 4 ottobre viene operata per ridurre la frattura e fissare l’osso. Ma quello che doveva essere il percorso di cura si trasforma in una lunga sequenza di ricoveri, nuove procedure, medicazioni, terapie antibiotiche, rimozione dei mezzi di sintesi e applicazione di un fissatore esterno. Secondo la ricostruzione accolta dal giudice, il decorso post-operatorio non fu regolare: comparvero gravi complicanze infettive nel sito chirurgico, con apertura della ferita, raccolte di pus, esposizione dei tendini, infezione dei mezzi inseriti durante l’intervento e poi osteomielite. L’infezione avrebbe colpito proprio la zona operata, trascinando la paziente in una condizione molto più grave rispetto alla frattura iniziale. Secondo il Tribunale, richiamando le conclusioni dei consulenti nominati nell’accertamento tecnico preventivo, l’infezione ha interessato proprio il sito dell’intervento, in presenza di una frattura chiusa, e andrebbe quindi ricondotta alla fase sanitaria e operatoria. Il giudice osserva inoltre che la struttura non ha dimostrato di avere adottato tutte le misure necessarie a prevenire o contenere il rischio infettivo, né ha indicato una causa alternativa idonea a interrompere il nesso causale.