Rimini, 5 settembre 2026 – Voleva migliorare l’aspetto del viso con un lifting. Si è ritrovata invece con una necrosi della pelle, un lungo periodo di medicazioni, un secondo intervento e cicatrici permanenti. A distanza di quasi 6 anni da quell’operazione arriva la sentenza del Tribunale di Rimini: il medico e la struttura sanitaria sono stati condannati a versare alla paziente circa 50mila euro, oltre agli interessi e alle spese legali.
La vicenda comincia nel settembre del 2020, quando la donna, residente a Rimini, si sottopone a un lifting cervico-facciale con l’obiettivo di ottenere un ringiovanimento del viso. L’intervento costa circa 7.400 euro. Una scelta maturata per ragioni esclusivamente estetiche e che, nelle intenzioni della paziente, avrebbe dovuto migliorare l’aspetto del volto. Ma il decorso post operatorio prende ben presto una piega completamente diversa.
Compare una necrosi, la donna denuncia
Subito dopo la rimozione dei punti, infatti, qualcosa non va: compare una importante zona di necrosi, cioè la morte di una porzione di tessuto cutaneo, accompagnata dall’apertura delle ferite. Un problema che trasforma quello che avrebbe dovuto essere un intervento programmato di chirurgia estetica in un percorso lungo e doloroso. Il Tribunale di Rimini







