"Svenduta l’identità di Orentano e Villa Campanile". Lo dicono i consiglieri comunali della minoranza Castelfranco Unita Ilaria Duranti e Simone Benedetti dopo l’annuncio dell’assessore Nicola Sgueo e della giunta Mini della chiusura della mostra archeologica di Orentano con la decisione della Soprintendenza di trasferire i reperti. "Il sindaco Mini non ha detto una parola e ha fatto intervenire l’assessore orentanese Sgueo chiamato a giustificare una sconfitta penosa – attaccano Duranti e Benedetti – Il patrimonio identitario del territorio delle frazioni verrà portato via dalla Soprintendenza e chiuso in qualche magazzino. Un pezzo di storia della comunità che scompare per sempre. Ci vuole davvero un gran bel coraggio, dopo oltre due anni di legislatura, a dare ancora e sempre la colpa a qualcun altro pur di nascondere la propria totale incapacità di trovare soluzioni. Due anni in cui l’unica azione concreta è stata deliberare la disdetta dell’affitto per smantellare il museo nell’ottobre 2024. Solo davanti alle proteste, alla petizione e a un’assemblea pubblica infuocata a gennaio 2025, il sindaco aveva fatto un parziale passo indietro dichiarandosi ’ottimista’ e aperto a soluzioni alternative. Oggi scopriamo che in tutto questo tempo non è stato fatto nulla. L’inerzia ha portato al culmine naturale, con la Soprintendenza che, stanca di aspettare, si riprende i reperti". "Ci vengono a raccontare che grazie ai risparmi del museo potranno aprire la biblioteca e fare altri lavori – concludono Duranti e Benedetti – È un insulto all’intelligenza dei cittadini di Orentano e Villa Campanile. La biblioteca e i servizi per le frazioni sono diritti che vanno garantiti con la normale programmazione e con i canali di finanziamento ordinari, non ’barattati’ sacrificando il patrimonio archeologico".