“I pezzenti si riprenderanno ciò che è loro. E gli intoccabili prepotenti se ne torneranno a casa”. Si chiude così la lettera che il sindaco di Bacoli, Campi Flegrei, Napoli, ha scritto al titolare di uno stabilimento balneare che aveva qualificato come “pezzente” una bagnante che aveva chiesto di usare il bagno dello stabilimento, arrivando dalla spiaggia libera. “Il sindaco vuole aumentare la spiaggia libera perché ama i pezzenti come voi”, le ha detto. Il sindaco si chiama Josi Della Ragione, sarebbe da andare a Bacoli ad abbracciarlo.

Nell’impossibilità, conviene intanto accendere la luce su di lui, parlarne il più possibile perché fino a che sei illuminato — lo sanno bene le persone vittime di intimidazione criminale — sei un po’ più al sicuro. Non del tutto, certo: un po’ più. Questo giovane sindaco conduce una battaglia contro gli “abusivi storici”, scrive: “Libereremo il lungomare da prenditori senza scrupoli. Il vostro tempo è finito. È finita la cassa piena di soldi a scapito di lavoratori sottopagati, o addirittura fatti lavorare in nero. Come schiavi, sotto al sole, per pochi spiccioli al giorno. È finito il tempo in cui frugavate nelle borse per vietare alle mamme di portare in spiaggia l’omogeneizzato ai propri figli. E a un papà di portare una bottiglietta d’acqua. A un ragazzo di accedere con un panino. È finita l’epoca in cui chiedevate soldi per per scaldare una bottiglia di latte. È finito lo scempio di occupazione del nostro litorale col titolo di abusivo storico. Avete spellato vive le famiglie facendovi pagare lettini e sdraio a peso d’oro, i parcheggi abusivi senza pagare le tasse. Sono finite le stagioni in cui vietavate di accedere al mare perché il varco dei lidi è proprietà privata. No Bacoli non è vostra. Il mare non è vostro. Liberarci da questo scempio sarà la conquista che garantiremo al popolo stanco della vostra protervia, arroganza”. “Libereremo il lungomare. Non ci saranno più piaceri, amici, ma bandi pubblici e regole per tutti”. Applausi.