L’estate già rovente, a Bacoli continua ad infiammarsi: ad innescare la miccia, una segnalazione giunta direttamente al sindaco della cittadina Flegrea, Josi Della Ragione, da parte di una cittadina, che, proveniente dalla spiaggia libera, si era recata presso i servizi igienici di uno stabilimento privato di Miliscola. La risposta del titolare è stata un insulto frontale oltre al diniego all’uso dei bagni: «Sei una pezzente», si è sentita rispondere la donna, con l'aggiunta di una stoccata diretta al primo cittadino e alla sua battaglia per i litorali liberi o attrezzati: «Il sindaco di Bacoli ama i pezzenti». Un episodio che la signora Giustina ci racconta con veemenza: originaria di Bacoli, da anni ne frequenta la spiaggia libera. «È stata una vera e propria aggressione verbale», ha raccontato, con i proprietari dello stabilimento che, ci dice, le inveivano contro: «Ha iniziato il bagnino e hanno continuato i sedicenti proprietari. Ho girato il mondo e non ha mai subìto una simile discriminazione», testimonia; «io e mio marito siamo ancora sconvolti. Io sono della zona anche se non vivo qui ma spero che non accada ai turisti, perché da bacolese me ne vergognerei».

Poliziotte soccorrono donna in mare a PozzuoliL’accusa La risposta del primo cittadino, citato nel post della malcapitata, ripresa e sostenuta pubblicamente da molti, e diretta al titolare dello stabilimento, è diventata immediatamente virale. «Hai ragione, amo i pezzenti - dice Della Ragione -. Li amo così tanto, che porteremo i litorali della nostra città ad avere oltre l’80% tra spiaggia libera e spiaggia libera attrezzata. Per tutti, libera. Senza più padroni». La linea di demarcazione è tracciata: la stagione dei privilegi storici è dichiarata ufficialmente conclusa. Nel suo duro sfogo, il sindaco ha elencato le storture subite per decenni dalle famiglie e dai bagnanti, parlando di casse piene di soldi a scapito di lavoratori sottopagati o in nero, trattati come schiavi sotto al sole, ma anche dei divieti assurdi imposti ai varchi d'accesso: «È finito il tempo in cui frugavate nelle borse per vietare alle mamme di portare l’omogenizzato ai propri figli, o a un ragazzo di accedere con un panino. È finita l’epoca dell’abusivismo storico e dei parcheggi selvaggi che hanno devastato il territorio incassando cifre indegne». L'appello del sindaco è un invito alla riscossa collettiva, rivolto sia agli imprenditori onesti — che a Bacoli non mancano — sia ai giovani e ai lavoratori sfruttati: «Ai giovani dico: ribellatevi, costituitevi in cooperative, unite le forze e presentate progetti bellissimi per partecipare ai prossimi bandi demaniali». Raggiunto al telefono per commentare l'accaduto, il sindaco ha chiarito la linea dell'amministrazione: «I lidi sono uno spazio pubblico affidato a un terzo. Parliamo di lidi con concessioni rilasciate trent'anni fa. Noi abbiamo adottato il Pad (Piano delle Aree del Demanio Marittimo) in giunta, prevedendo l’80% di spiagge libere o libere attrezzate. Dall’anno prossimo cambieremo tutto con i bandi pubblici, che riguarderanno sia le spiagge che gli ormeggi, con l'intenzione di far diventare questi ultimi un vero servizio comunale. Non tutti i titolari sono così, sia chiaro, e mi auguro che ai bandi partecipino anche imprenditori da fuori. C’è l’opportunità di cambiare veramente le cose». I militari La gestione dei litorali è una delle questioni più dibattute a Bacoli: basti pensare al nodo ancora tesissimo dei lidi militari di Miseno, da anni delimitati da cartelli con la dicitura «Zona militare - Divieto di accesso - Sorveglianza armata» per blindare l'area dei 70.000 metri quadri totali. Il Comune nei mesi scorsi aveva risposto installando i cartelli di «Spiaggia Libera», nuovamente rimossi o contestati, scatenando una vera e propria «guerra della segnaletica» sul litorale. A metà giugno scorso si è tenuto un vertice in Regione tra l'amministrazione comunale e i rappresentanti delle forze armate. Sul tavolo c'è una proposta di compromesso: creare un «lido unico» per i militari e tracciare un confine netto per dividere l'area spettante alle forze armate da quella che deve essere restituita permanentemente ai cittadini come spiaggia libera. Se i tavoli tecnici e il dialogo con la Difesa non porteranno a un accordo definitivo, il Comune ha già confermato di essere pronto a impugnare la questione davanti al Tar.