<p>Il rapporto annuale dell’Inps ha celebrato quest’anno un quarto di secolo.
Un’analisi che ha raccontato negli anni l’evoluzione dei fenomeni economici e sociali dell’Italia, interpretandone le trasformazioni attraverso le informazioni e i dati custoditi negli archivi dell’Istituto.
Il primo dato positivo che balza agli occhi quest’anno è che l’occupazione ha raggiunto nuovi massimi storici: oltre 24 milioni in termini assoluti con un tasso percentuale del 63%.
Ma ce n’è subito un altro che frena gli entusiasmi: l’Italia è tra i Paesi europei caratterizzati dal più elevato grado di invecchiamento demografico e i lavoratori hanno già iniziato a rinviare la pensione (da 64,5 anni nel 2024 a 64,7 anni l’anno scorso) perché il sistema contributivo li spinge a restare per aumentare l’assegno.
Quanto è sostenibile nel lungo periodo il sistema previdenziale e che impatto avrà l’uso sempre più diffuso dell’intelligenza artificiale su lavoro e pensioni?













