L'estate è sinonimo di viaggi, tuffi in mare, immersioni, escursioni in montagna e voli verso le mete di vacanza. Attività diverse tra loro, ma accomunate da un aspetto spesso sottovalutato: mettono le orecchie sotto stress. Quando si parla di disturbi auricolari estivi si pensa subito all'acqua. In realtà le cause sono molteplici e comprendono variazioni di pressione, infiammazioni della cute del condotto uditivo e infezioni favorite dall'umidità. Tra i problemi più frequenti ci sono i barotraumi, le dermatiti e le otiti.

Che cos’è il barotrauma

Il barotrauma è una lesione provocata dal mancato adattamento dell'organismo alle variazioni della pressione atmosferica. Può interessare soprattutto l'orecchio medio, ma anche i seni paranasali, ed è tipico delle immersioni subacquee, dei viaggi in aereo, degli spostamenti in alta montagna e, in alcune circostanze, anche dei lunghi percorsi in treno o in automobile caratterizzati da importanti dislivelli.

In condizioni normali, l'orecchio medio e i seni paranasali riescono a equilibrare la pressione interna con quella dell'ambiente esterno attraverso la tuba di Eustachio e gli osti dei seni paranasali. Se questo meccanismo è ostacolato da raffreddore, rinite allergica, sinusite o da una difficoltà di compensazione, si crea una differenza di pressione che può provocare dolore, senso di orecchio chiuso, riduzione dell'udito, epistassi o, nei casi più importanti, lesioni del timpano e della mucosa dei seni paranasali.