Sono le tre del pomeriggio e il termometro dello stabilimento sfiora i 35 gradi. Il costume nuovo di zecca si è asciugato in un attimo e la crema solare, quella giusta che rispetta la barriera corallina e non fa venire le rughe, è nella borsa da spiaggia di lei, insieme al libro comprato prima di partire per il mare.

Dopo due giorni di meritato riposo, qualcosa va storto: mal di testa insistente, stomaco sotto sopra dopo la cena di pesce, gamba con uno strano arrossamento doloroso comparso dopo la puntura di un insetto. Lui, invece, che detesta caldo e sabbia, ha optato per una vacanza tra i sentieri di montagna. Ma anche qui è necessario adottare regole di prudenza. Superati i 2.000-2.500 metri, l’aria diventa più povera di ossigeno e il corpo riesce ad adattarsi a questa nuova condizione, ma con gradualità. LA NAUSEAA ricordarglielo saranno un mal di testa, nausea, stanchezza insolita e disturbi del sonno (respirazione periodica o di Cheyne-Stokes). È il cosiddetto “mal di montagna” che si previene evitando di raggiungere quote elevate troppo in fretta, idratandosi adeguatamente (da evitare assolutamente l’alcol) e facendo pasti leggeri. Gli antidolorifici da banco sono efficaci contro il mal di testa; l’acetazolamide è un farmaco utilizzato per facilitare l’acclimatamento e per trattare il mal di montagna perché, attraverso un complesso meccanismo, stimola il centro del respiro nel cervello, inducendo ad aumentare la frequenza e la profondità del respiro e quindi ad ossigenarsi meglio. Altra insidia delle passeggiate in montagna sono le distorsioni alla caviglia, tipiche di chi non utilizza calzettoni lunghi e calzature poco adatte (è bene dotarsi di scarponcini da trekking con un buon grip della suola e protezione della caviglia). Punture di insetti, in particolare di zecche, possono rappresentare un problema, sia nell’immediato, che per le malattie infettive che possono trasmettere. Basta insomma davvero poco perché la vacanza agognata da mesi, quella che nelle ultime settimane ci ha impegnato nel conto alla rovescia sul calendario, rischi di naufragare tra farmacie balneari o di montagna e telefonate al sostituto del medico di famiglia. E non è un’evenienza rara. Il corpo, abituato ad una routine scandita da ritmi familiari e abitudini consolidate, viene improvvisamente esposto a temperature record, ad un’alimentazione diversa, a ritmi del sonno sballati per il fusi orario o facendo le ore piccole, a lunghe ore di viaggio in auto o in aereo, al bagno in acque bellissime ma ribollenti di meduse e al confronto impari, soprattutto la notte, con le zanzare e altri insetti sconosciuti a casa propria. LA SORPRESA L’organismo può essere colto di sorpresa e restarne spiazzato, finendo naturalmente col presentare il conto, magari neppure tanto salato ma sufficiente a rovinare i giorni di vacanza. Conoscere in anticipo i rischi di stagione più comuni e sapere come prevenirli o affrontarli quando si presentano, può fare la differenza tra una vacanza ricordata con un sorriso, da una da dimenticare prima possibile. COLPO DI CALORE Il grande classico tra i rischi dell’estate è anche il più sottovalutato. Quando l’organismo non riesce più a disperdere calore, si passa dal cosiddetto esaurimento da caldo, caratterizzato da sudorazione profusa, capogiri, nausea, mal di testa, al colpo di calore vero e proprio, condizione in cui la sudorazione si blocca e la temperatura del corpo comincia a salire rapidamente. E si tratta di una vera emergenza medica. Anziani, bambini e persone con patologie cardiovascolari o renali sono i soggetti più esposti. La prevenzione passa per gesti semplici ma efficaci: evitare di esporsi al sole o di uscire di casa nelle ore centrali della giornata e se proprio necessario, cercare almeno di camminare all’ombra, protetti da un cappellino con visiera e occhiali da sole; indossare abiti ampi, leggeri e chiari; non sottovalutare mai i primi segnali d’allarme di malessere. In caso di sospetto colpo di calore, la priorità è raffreddare rapidamente il corpo, mettendo il malcapitato all’ombra e in un punto ventilato e bagnandolo con acqua fredda. La disidratazione e le scottature solari non sono gli unici rischi legati all’esposizione al sole. Entrambe possono favorire l’insorgenza di altri disturbi dovuti al caldo, quali la cosiddetta sudamina o eruzione cutanea da calore, che si presenta sulla pelle come una miriade di bollicine o vescicoline rosse e pruriginose o brucianti e compare quando i dotti delle ghiandole sudoripare si ostruiscono, impedendo al sudore di raggiungere la superficie cutanea. Anche i crampi da calore, dolorosi spasmi muscolari che si verificano quando si suda così tanto da perdere sali minerali e liquidi, possono diventare scomodi compagni di viaggio in queste giornate di caldo intenso, tanto più se ci si impegna in qualche attività sportiva all’aperto e non si reintegrano a sufficienza liquidi ed elettroliti.DISIDRATAZIONEStrettamente correlata al colpo di calore è la disidratazione, che può insorgere rapidamente nelle giornate di gran caldo, ma anche a seguito di un lungo viaggio in treno, in auto o in aereo o durante una giornata di trekking per i sentieri di montagna. Il problema è che la sensazione di sete può manifestarsi quando il deficit di liquidi è già in atto da un pezzo. La regola da seguire è dunque quella di bere spesso piccole quantità di acqua (magari con aggiunta di un integratore idrosalino), senza aspettare di sentire lo stimolo della sete. La quantità standard consigliata è intorno ai due litri al giorno, ma naturalmente può variare in base ad eventuali patologie croniche presenti (cardiopatici e persone con insufficienza renale devono stare attente a non sovraccaricarsi di liquidi) e al grado di attività fisica svolta (chi fa sport o attività all’aperto dovrà incrementare i liquidi assunti). Da limitare con il caldo caffè e bevande caffeinate (aumentano la diuresi, facilitano la disidratazione), mentre vanno bandite le bevande alcoliche. Per capire se ci si sta idratando a sufficienza è sempre bene monitorare il colore delle urine: se tendono al giallo scuro è bene incrementare l’assunzione di liquidi. Tra le persone più a rischio quelle che soffrono di calcoli renali; con il caldo e la disidratazione i calcoli possono crescere e muoversi, dando luogo alle dolorosissime coliche. Oltre ad un’adeguata idratazione, sorseggiando spesso dell’acqua, è bene ridurre il sale e aumentare il consumo di frutta e verdura, che contribuisce a mantenere un buono stato di idratazione. I migliori alimenti idranti sono il cetriolo, la lattuga (in particolare la varietà iceberg), il sedano, le zucchine e i pomodori. Tra la frutta, i campioni dell’idratazione sono fragole e cocomero, ottimi anche melone e pesche.SCOTTATURE SOLARIUna scottatura solare è un’ustione da radiazioni causata dall’esposizione ai raggi UV (ultravioletti) del sole. Oltre al fastidio immediato, più o meno marcato (un’ustione solare severa può accompagnarsi a febbre, brividi e a comparsa di vesciche sulla pelle e può inoltre causare disidratazione e infezioni), le scottature contribuiscono all’invecchiamento precoce della pelle, alla comparsa di rughe e, cosa ancora più grave, nel lungo periodo aumentano il rischio di tumori della pelle. Anche quando il cielo è nuvoloso, è bene adottare ogni giorno misure preventive, utilizzando una crema solare a protezione alta (SPF 30) o molto alta (SPF 50), a filtri minerali (o fisici, come biossido di titanio o ossido di zinco) o chimici. Un’operazione rapida ma da fare con attenzione, applicando la protezione solare in quantità corretta e in modo uniforme, senza dimenticare alcun punto del corpo. Le aree più spesso vengono trascurate sono le orecchie, le palpebre, le labbra, il cuoio capelluto, il dorso dei piedi e le zone vicine ai bordi degli indumenti, come sotto le spalline del top. Un eritema lieve si risolve di solito in 3-5 giorni, mentre una scottatura più importante può richiedere anche 1-2 settimane per guarire. Nei giorni successivi al danno, la pelle può iniziare a desquamarsi (ci si spella). Naturalmente è consigliabile interrompere subito l’esposizione al sole ai primi segni di scottatura, applicare impacchi freschi o fare una doccia tiepida, applicare creme idratanti o doposole lenitivi. Bisogna inoltre ricordare di bere molta acqua per prevenire la disidratazione. Se il dolore è molto intenso, si può assumere un anti-infiammatorio o un anti-dolorifico. È invece opportuno rivolgersi al medico se compaiono vesciche estese, febbre con brivido, nausea, forte mal di testa o giramenti di testa, dolore molto intenso e segni di infezione.INTOSSICAZIONEÈ probabilmente il disturbo più frequente tra i vacanzieri. E non solo tra quelli che scelgono mete esotiche. Può essere causato da batteri, virus o parassiti presenti nell’acqua o nel cibo, soprattutto se non adeguatamente cotto, conservato o refrigerato. Per quanto riguarda la temperatura, la fascia di pericolo per la crescita incontrollata dei batteri sul cibo va dai 4 ai 60 gradi. Questo disturbo è raramente pericoloso, ma può rovinare la vacanza per diversi giorni, soprattutto se si è in viaggio e ci si sposta di frequente. Per prevenire la diarrea del viaggiatore, valgono le classiche raccomandazioni di bere solo acqua (o altre bevande) da bottiglie sigillate e di evitare il ghiaccio, che è spesso contaminato, gli alimenti crudi e la frutta già sbucciata, soprattutto nelle zone a rischio igienico-sanitario più elevato. In caso di episodi acuti, la priorità assoluta è la reidratazione, con soluzioni reidratanti orali (in farmacia), da bere a piccoli sorsi frequenti, oltre ad una tazza (200-250 ml) dopo ogni scarica. Se però compare sangue, febbre alta, segni di disidratazione o vomito frequente bisogna sentire il medico. CONGESTIONESono molti i pericoli dell’acqua e di gravità assai diversa, arrivando fino all’annegamento e alla cosiddetta “congestione” (sincope da immersione), un grave malore legato ad uno shock da sbalzo termico che si verifica entrando velocemente (con il tuffo) in acque fredde, col corpo accaldato e magari impegnato nella digestione di un pasto. In questi casi può verificarsi un riflesso vagale con un rallentamento importante della frequenza cardiaca e un calo repentino della pressione, difficoltà respiratorie e possibili aritmie cardiache che possono portare anche a perdita di coscienza; condizioni che possono portare all’annegamento o alla morte improvvisi. Si tratta però di casi estremi. Più di frequente, i bagni al mare, in piscina e al lago si limitano o a causare l’otite del nuotatore, che si previene asciugando bene le orecchie dopo il bagno, inclinando la testa da un lato e dall’altro per far uscire l’acqua, evitando che proliferino funghi e batteri. Se invece durante un bagno in mare si avverte un dolore bruciante sul corpo, potrebbe trattarsi dell’incontro con una medusa. La parte va subito risciacquata con acqua di mare (mai acqua dolce), anche per rimuovere eventuali residui di tentacoli (non con le mani), poi va applicata acqua calda (40-45°) per una ventina di minuti. Anche se si è posato il piede su una tracina (il dolore è fortissimo), il rimedio più efficace è immergerlo in acqua calda (anche un’ora) per disattivare il veleno. In seguito, disinfettare. Acqua calda anche in caso di punture da pesce scorpione, sempre più frequente anche nel Mediterraneo. In questo caso attenzione allo snorkeling vicino a scogli e rocce, usare sempre scarpette da scoglio. Se in tutti e tre i casi il dolore non migliora o compaiono alterazioni del respiro, gonfiore del viso o peggio della gola, recarsi subito in pronto soccorso: potrebbe trattarsi di una reazione allergica.PUNTURE DI INSETTIZanzare e zecche sono molto attive nei mesi caldi e, a seconda della destinazione di viaggio, oltre al disagio per la puntura stessa, questi insetti possono veicolare patologie serie, come malattia di Lyme, virus West Nile, dengue, malaria, virus Zika nelle aree endemiche. È bene dunque prevenire le punture, applicando, anche più volte al giorno, repellenti per insetti, contenenti DEET o la picardina (o icaridina); adottare un abbigliamento che copra gambe e braccia (si può completare l’opera applicando sui vestiti la permetrina), evitare di indossare profumi e lozioni profumate (le fragranze attirano zanzare, api e altri insetti), dormire sotto una zanzariera. Per alcune destinazioni, è consigliabile adottare la profilassi specifica, da concordare con il medico prima della partenza. Per difendersi dalle zecche, in previsione di una passeggiata nel bosco o nell’erba alta, meglio indossare pantaloni lunghi infilati nei calzini e maniche lunghe, spruzzando repellenti con DEET o icaridina. Al ritorno controllare tutto il corpo (ginocchia, ascelle, inguine, dietro le orecchie e cuoio capelluto) e, se presente, estrarre la zecca con una pinzetta, tirando verso l’alto.PRODUZIONE RISERVATA