Ferrara, 13 luglio 2026 – Ci vorrebbero giorni e giorni di pioggia per restituire al Po il suo volto, farlo uscire dalla lenta agonia. Un po’ di pioggia nella serata di sabato, quasi una beffa. Le temperatura che torna a salire, verso i 40 gradi. E l’acqua che se ne va, al mare. Il miraggio degli invasi.

Se ne vanno al mare, una decina di barche, oltre 18 turisti dell’altra vacanza, quella fatta di correnti lente, il sapore del salame di casa, uno spritz al tramonto, la mano al bicchiere, l’altra al timone. Giovani coppie con i figli, anziani e ragazzini.

“Sì, perché noi ci crediamo ancora che un ragazzo possa crescere così, la natura attorno. Fiume e mare, pesca. Lontano da computer e telefonini, dalle cattive compagnie”. E allora, lo sbuffo del motore a benzina, si parte.

Una carovana di barche si è staccata l’altro giorno dal pontile, sotto la statale 16, per raggiungere, là in fondo, davanti alla prua 85 chilometri, l’estremo Delta, la foce. Sponda Veneta, Pila frazione di Porto Tolle.

Questo vogliamo per i nostri figli, niente tecnologia solo natura