Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 17:14
Come vogliamo titolarlo? Piccolo viaggio tra il piscio dei turisti? Da inserire nel Gran Tour tra le rovine di Tiberio e l’Arco Naturale.
Ovviamente è solo una coincidenza che sia andata in onda una puntata di Report (di quelle che fanno pelo e contropelo) che ci informava che la Caremar ha un contributo pubblico di oltre 100 milioni all’anno per garantire servizio di cabotaggio di continuità con la terraferma anche durante l’inverno. Ovviamente sempre e solo a discrezione del comandante, cioè basta una soffiata di vento e il traghetto rimane in porto con le maledizioni degli isolani.
In estate invece la linea Napoli-Capri (che comprende anche navi veloci e aliscafi) è diventata la Caronte del golfo, vomita fino a 12/15/18 mila distru/turisti al giorno. Sbarcano, insudiciano, un selfie e vanno via. Ovvio che usino le toilette, quando scappa scappa. Quindici giorni fa prendevo la nave veloce Caremar, ore 12.40, da Calata Massa. Mai visto niente di più vomitevole. Un bagno non era in funzione. Gli altri due che invece lo erano sarebbe stato meglio chiuderli a chiave. Odore di piscio e come si evince dalla foto l’urina seguiva un suo percorso “fuori traccia”, come dire, consolidato, a dimostrazione che non si è trattato di un guasto last minute.






