Non è solo una questione di udito. Sempre più studi stanno cercando di capire come gli auricolari possano modificare il microbiota e il microambiente del condotto uditivo, rendendolo, in alcune circostanze, più vulnerabile alle infezioni

Li usiamo per ascoltare musica, rispondere alle chiamate, lavorare o allenarci, e quando si parla di auricolari l’attenzione si concentra quasi sempre sul volume d’ascolto e sui possibili danni all’udito. Ma c’è un’altra domanda che gli specialisti si pongono da tempo: quanto conta l’igiene degli auricolari per la salute delle orecchie?

Il tema non è nuovo. Da anni otorinolaringoiatri e audiologi discutono dei possibili effetti dell’uso prolungato degli auricolari sul condotto uditivo. Negli ultimi anni, però, si sono aggiunti nuovi dati scientifici: continuano infatti ad accumularsi studi che indagano l’impatto dei dispositivi inseriti nell’orecchio sul microbiota del condotto uditivo e sul possibile rischio di infezioni. Tra questi, uno studio pubblicato nel 2024 ha analizzato le alterazioni della flora microbica negli utilizzatori di apparecchi acustici, mentre una ricerca del 2025 ha valutato l’associazione tra l’uso di cuffie e auricolari e i cambiamenti del microbiota del condotto uditivo. Un filone di ricerca che non dimostra che usare gli auricolari provochi automaticamente infezioni, ma che ha riacceso l’attenzione su un aspetto spesso trascurato: la loro igiene.