di
Vera Martinella
Concerti, discoteche e auricolari usati a volume elevato aumentano il rischio di danni all'udito, soprattutto tra i giovani. Ecco quali livelli di rumore sono sicuri, come riconoscere e prevenire questo fastidioso «rumore interno» con il quale convivono almeno due milioni e mezzo di italiani
Concerti all’aria aperta, feste di paese, radio a tutto volume nei locali, serate in discoteca. In estate si moltiplicano le occasioni per diffondere musica a decibel decisamente più alti della norma, ma per giovani e giovanissimi l’abitudine di tenere alto il suono nelle cuffie è una questione ben più che stagionale. Tanto che alcune statistiche pubblicate negli Stati Uniti (dove le mode si diffondono prima, inclusa quella dei quasi onnipresenti auricolari nelle orecchie dei teenager) hanno già suonato l’allarme: fra i ragazzi negli ultimi anni è aumentato il rischio di problemi dell’udito, inclusi gli acufeni.
Due milioni e mezzo di italiani convivono con un «rumore interno»«Sono un disturbo molto diffuso, anche se non disponiamo di dati abbastanza precisi per quantificarlo con esattezza - spiega Domenico Cuda, presidente della Società Italiana di Audiologia e Foniatria -. In generale, si stima che circa il 14% degli adulti soffra o abbia sofferto di acufeni prolungati e che in almeno il 4% dei casi il problema diventi cronico, cioè persistente nel tempo». In sostanza almeno due milioni e mezzo di italiani convivono con questo fastidioso «rumore interno» e in circa un caso su quattro (cioè per oltre 600mila persone) l’impatto è rilevante, con un peggioramento significativo della qualità della vita. Nei giovani l’acufene è piuttosto raro e spesso occasionale, ma esponendo costantemente le strutture dell’orecchio a volumi eccessivi il rischio per bambini e ragazzi sale notevolmente. Di norma il disturbo è più frequente con l’avanzare dell’età e negli anziani arriva a interessare circa una persona su quattro.







