di
Giampiero Rossi
Da hostess aveva denunciato molestie subite a Malpensa da Raffaele Meola, ora condannato a 1 anno e 2 mesi di reclusione. In precedenza l'uomo era stato assolto perché lei aveva impiegato «30 secondi» per reagire
«Questa sentenza, oltre a restituire la realtà dei fatti, è la dimostrazione di quanto sia sbagliato il ragionamento del ddl Bongiorno sul consenso o dissenso delle donne». Barbara D’Astolto non era in aula quando la Corte d’appello di Milano ha condannato a 1 anno e 2 mesi di reclusione l’ex sindacalista della Fit-Cisl Raffaele Meola. Nel 2018 , come assistente di volo, lei si era rivolta a lui per problemi di lavoro e nella saletta sindacale dell’aeroporto di Malpensa aveva subito palpeggiamenti e pesanti avances. Inizialmente «colta di sorpresa e immobilizzata dalla paura», sarebbe riuscita a reagire soltanto dopo 20-30 secondi. L’uomo era stato assolto sia in primo grado, dal Tribunale di Busto Arsizio, sia in Appello a Milano. Poi la Cassazione ha annullato le assoluzioni con rinvio, disponendo il nuovo giudizio di appello, sfociato nella condanna con risarcimento.
Signora D’Astolto, perché collega questa sentenza al ddl Bongiorno?«Perché in questi otto anni, cioè un tempo lunghissimo in cui non c’è stato giorno senza che in qualche modo i miei pensieri non siano finiti lì, ho sperimentato sulla mia pelle cosa significhi per una donna vittima di violenza trovarsi praticamente sotto accusa».











