Sono sempre più spesso visitato dal sospetto che il campo largo (per me anche troppo largo…), non muoia dalla voglia di battere Giorgia Meloni alle urne e preferisca traccheggiare, lasciando che madama si consumi sulla pira delle proprie contraddizioni, stritolata dagli eventi che la incalzano e condannata ad ondeggiare – e con lei purtroppo anche l’Italia – fra un europeismo di facciata (in folta compagnia) e la fedeltà canina all’alleato storico, l’America di Trump. Esercizio questo audace e rischioso, le ultime vicende o certificano. Il metodo Trump utilizzato con gli alleati non totalmente proni al suo volere – una sorta di doccia scozzese di elogi e reprimende abilmente dosati – non l’ha risparmiata, seppellendo lo storytelling fasullo dell’Italia ponte fra Europa e America. Sul conto domestico del governo vanno ascritti i disastrosi dati sull’economia – minima crescita economica nell’area Ue, salari in coda alla lista – e l’incombente minaccia della ripresa della guerra all’Iran con le disastrose ricadute sul costo dell’energia (petrolio e gas). In più le convulsioni all’interno del centrodestra, assediato dall’impennata nei sondaggi della mina vagante Vannacci, elemento non più soltanto di disturbo bensì possibile ago della bilancia degli equilibri (e squilibri) della Trimurti di governo.
Blog | Ho un sospetto, che il campo largo giochi a perdere
Il campo largo traccheggia mentre Meloni traballa. Un'analisi sul gioco a perdere della sinistra










