Divisioni e protagonismi
Mentre Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni cercavano di offrire l’immagine di un’opposizione compatta, è arrivata la contestazione di Potere al Popolo. L’unità è evocata, non praticata
Christian Gaole
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Il campo è largo, ma il programma è corto. C’è un dettaglio che racconta meglio di qualsiasi fotografia lo stato reale dei progressisti. Nel Partito democratico cresce il fastidio per la centralità assunta da Giuseppe Conte, fonti dem vicine alla segretaria descrivono una Elly Schlein determinata a non lasciare all’ex presidente del Consiglio la leadership politica dell’opposizione e poco incline ad accettare che il Movimento 5 Stelle diventi il baricentro della futura coalizione. Ufficialmente regna l’unità, ufficiosamente la competizione è già iniziata. Ma prima ancora del leader il problema del campo largo è il programma, o meglio, la sua assenza, come ha sollevato Massimo Franco sul Corriere della Sera. Prima di stabilire chi guiderà l’opposizione, bisognerebbe capire quale progetto dovrebbe tenere insieme forze politiche che continuano a divergere su questioni fondamentali.










