Potere al popolo blocca per dieci minuti la manifestazione unitaria del campo largo, solidarietà da premier
Testardamente unitari si vince e, soprattutto, si cambia il Paese, parola dei leader del campo progressista. In una piazza del Gesù, a Napoli, non proprio strabordante di persone, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli iniziano la loro volata per la campagna elettorale del 2027. E assaggiano anche la prima vera contestazione. A rovinare l'ennesima foto dei segretari e presidenti di Partito democratico, Movimento 5 stelle e Avs, stavolta sotto 28 gradi e non al fresco della Costanza Hostaria com'era stato a giugno, ci pensano da Potere al popolo.
Un gruppo di manifestanti, tutt'altro che pacifici, mette lo zampino nel primo vero 'comizio' del centrosinistra, dando fastidio prima alle parole del sindaco Gaetano Manfredi e del presidente della Campania Roberto Fico, poi interrompendo per almeno dieci minuti gli interventi dal palco dei leader. Che poi ricevono anche la solidarietà della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che sui social trova un buco nell'agenda per scrivere che "la libertà di organizzare e svolgere una manifestazione politica è un principio che deve valere sempre, per tutti. Noi continueremo a difenderlo senza esitazioni e senza doppi standard". "Buffoni", "Traditori", "Fuori la Nato dall'Italia", "Vergogna" sono gli slogan che urlano prima di essere accompagnati all'uscita. E quindi, si riparte. In tutti i sensi.










