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Maria Teresa Meli

I leader Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni a Napoli, comizio ritardato per le proteste dei disoccupati e di Potere al popolo. La leader Pd: «Cambieremo questo Paese e non ci divideremo più»

NAPOLI - La piazza è iconica (è quella del Gesù Nuovo, con la sua splendida chiesa, a pochi passi da Santa Chiara) e opportunamente piccola (pigiate all’inverosimile ci entrano 5 mila persone, ce n’erano 1.500). Sul palco, ad accompagnare gli assolo di Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni c’è Serena Bortone, una «martire» di Telemeloni (come chiamano qui la Rai) più rassicurante di quel Sigfrido Ranucci che fino a pochissimo tempo fa qui andava per la maggiore.

La disputa sul nome della coalizioneL’idea è quella di rilanciare l’immagine di grande unità. Non ci si può dividere. Anche se Schlein insiste a dire che è legittimo che il candidato premier sia il leader (in questo caso la leader) del partito che ha più voti, mentre Conte immagina un caminetto da cui dopo un’accurata discussione tra i maggiorenti del centrosinistra sì scelga il candidato più adatto. Anche se il leader dei 5 Stelle propone un nome per la coalizione — Alleanza per la Costituzione — che Bonelli gli boccia (meglio chiamarla Apa cioè Alleanza per la pace e l’ambiente) e che Schlein non raccoglie (Alleanza dei cittadini, si pensa ora al Nazareno).