Roma, 14 lug. (askanews) – Il ‘campo largo’ si ritrova sulla legge elettorale: dopo giorni di tensioni e polemiche le opposizioni – unite – giocano di sponda con i malpancisti della maggioranza e fanno cadere Giorgia Meloni sulle preferenze. Un blitz che scuote la maggioranza e che porta il centrosinistra a chiedere le dimissioni della premier e le elezioni. “E’ un voto di sfiducia – dice Elly Schlein – oggi è venuta giù la maggioranza”. E Giuseppe Conte usa toni simili: “Oggi Giorgia Meloni – se ha il senso della dignità, dell’onore – va dal presidente Mattarella a informarlo, apre una crisi di governo e va a casa”. Lo stesso dicono Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, e poi Riccardo Magi, mentre Matteo Renzi invoca addirittura il voto “a settembre”.

Fratoianni lo aveva detto già nel pomeriggio, in Transatlantico alla Camera, quando diversi giornalisti dicevano che ormai la Meloni aveva ottenuto l’ok anche da Lega e Fi. “Non ci scommetterei dei soldi che le preferenze passinoà”. Da giorni, in realtà, era in preparazione la trappola. Già la scorsa settimana dai due partiti “ribelli” del centrodestra erano arrivati messaggi chiari al centrosinistra, che ipotizzava di uscire dall’aula: “Non fate questo errore – era stato il suggerimento – voi chiedete il voto segreto e tenete la vostra posizione, al resto ci pensiamo noi…”.