Nonostante i traffici nello Stretto di Hormuz si siano ridotti del 95% e la situazione geopolitica in Medioriente pesi anche sui traffici di Suez, la movimentazione di merci in container nel Mediterraneo aumenta ed è prevista in crescita almeno fino al 2030. È quanto emerge dal Rapporto italian maritime economy 2026 di Srm, il centro studi che fa capo a Intesa Sanpaolo.

Lo studio è stato presentato a Napoli e mette in luce, tra l’altro, che, a dispetto delle tensioni geopolitiche e del ridotto utilizzo del Canale di Suez, il Mare nostrum «continua a rafforzare il proprio ruolo strategico nel commercio mondiale. Nel 2025 i principali porti container dell’area hanno movimentato oltre 72 milioni di teu (unità di misura pari a un container da 20 piedi), con una crescita complessiva del 5,9%». Anche «il traffico container intramediterraneo continua a espandersi: nel 2025 i volumi sono cresciuti del 6,3% rispetto all’anno precedente, superando i 3,2 milioni di teu». Peraltro, pur con l’andamento tutt’altro che incoraggiante della situazione a Hormuz, «le previsioni al 2030 - sottolinea il report di Srm - indicano una crescita del traffico container mediterraneo del 15% nel quinquennio, pari a un tasso medio annuo del 2,8%, superiore alla media mondiale».