Lo scorso anno i porti italiani hanno superato i 510 milioni di tonnellate di merci movimentate, con un incremento del 3,5% rispetto al 2024. I container crescono del 7,1%, raggiungendo quasi 13 milioni di teu, uguale incremento per le rinfuse solide (53 milioni di tonnellate), più contenuto l’incremento di quelle liquide, con 1,8%. I traffici rotabili superano i 122 milioni di tonnellate, +0,4%: si consolida quindi il primato dell’Italia in questo segmento, anche se la modesta crescita sembra preconizzare i timori degli armatori, che vedono la competitività economica di questa modalità messa a rischio dall’attuale modello dell’Ets europeo. In calo i passeggeri dei traghetti (-1,9%) a 18,9 milioni, mentre i crocieristi aumentano del 3,4% a 14,4 milioni. Sono i dati raccolti da Srm, il centro studi collegato a Intesa Sanpaolo, e Assoporti, che nel nuovo documento Port Infographics 2026 rende noti tutti i numeri dei porti italiani, e si scoprono diverse curiosità. Analizzando i numeri, si consolida la posizione di Trieste come primo porto d’Italia, che con 59 milioni di tonnellate sovrasta Gioia Tauro (statisticamente il secondo porto con 54 milioni, ma di traffico interamente di trasbordo, non a servizio di un hinterland industriale) e Genova (46 milioni). CONTINUA A LEGGERE QUI L’ARTICOLO