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In uno scenario internazionale di totale incertezza, in cui il Mediterraneo (alla luce di quanto sta accadendo nel Golfo Persico e più in generale nell’intera area mediorientale) ha tutte le possibilità di conquistare una posizione centrale nell’interscambio commerciale via mare, esiste una sola certezza: o i porti italiani si danno… una svegliata e programmano il loro sviluppo davvero in funzione della domanda di specializzazione, nei tempi che il mercato impone, oppure anche questa occasione storica sarà persa per l’Italia.
È questa la principale indicazione scaturita stamane dall’Assemblea Pubblica di Federagenti, la Federazione che raggruppa circa 450 agenzie marittime per un totale di oltre 5000 occupati diretti, svoltasi a Civitavecchia nella sede dell’Autorità di Sistema Portuale.
Lo ha affermato con forza Paolo Pessina, Presidente di Federagenti, che ha sottolineato come anche il mercato dei noli (quelli container balzati a oltre 4000 dollari per la tratta simbolo Shanghai-Genova, tornando a livelli che non si registravano da 18 mesi, o quelli petroliferi protagonisti di picchi incontrollabili frutto dell’incertezza che è ancora fattore dominante nello Stretto di Hormuz) confermi la necessità di adottare politiche e scelte portuali coerenti per la prima volta con la domanda.






