(Il Sole 24 Ore Radiocor)- Nei mutati e mutevoli scenari geopolitici, le autostrade del mare stanno assumendo un’importanza sempre più strategica per garantire sicurezza, resilienza e continuità delle catene di approvvigionamento. Le tensioni internazionali e la frammentazione dei commerci rendono essenziale diversificare rotte e modalità di trasporto. In questo contesto, il Mediterraneo torna a essere uno snodo cruciale tra Europa, Africa e Asia. Una cornice in cui i porti mediterranei non sono più semplici punti di transito, ma piattaforme logistiche integrate ad alto valore aggiunto. La loro centralità dipende dalla capacità di intercettare flussi commerciali globali in modo rapido ed efficiente. In questo contesto fondamentale è il collegamento con retroporti e corridoi terrestri attraverso hub intermodali moderni e digitalizzati.
In particolare l’integrazione tra trasporto marittimo, ferroviario e stradale riduce tempi, costi ed emissioni; gli hub intermodali rafforzano quindi la competitività dei territori e attraggono investimenti industriali e logistici. Inoltre, migliorano la sicurezza energetica e alimentare, garantendo flussi stabili anche in fasi di crisi. Sviluppare le autostrade del mare e potenziare i porti significa quindi investire nella sovranità economica e nella stabilità dell’intera area euro-mediterranea.






