Iporti sono nodi vitali dell’economia globale e nazionale. Secondo l’ultimo rapporto Unctad (2024) – la Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo che monitora gli scambi internazionali – oltre l’80% del commercio mondiale in volume viaggia via mare. Mentre in Europa, rileva Eurostat, il 74% delle merci extra-Ue passa attraverso gli scali portuali. In Italia, i dati di Assoporti, l’associazione che riunisce le 16 Autorità di sistema portuale (Adsp), confermano questa centralità: 496 milioni di tonnellate di merci movimentate, quasi 11 milioni di container e 19 milioni di passeggeri transitano ogni anno dai nostri porti, che sono anche hub energetici e snodi per cavi sottomarini strategici, essenziali per la connettività digitale e la sicurezza nazionale.
Con i traffici che aumentano, la minaccia cyber cresce e le infrastrutture diventano sempre più interdipendenti, la protezione delle aree portuali assume un ruolo cruciale. In questo ambito si colloca il lavoro di Fincantieri che, attraverso il suo Polo tecnologico della subacquea, si occupa della sicurezza di porti e infrastrutture critiche. Il polo sviluppa una gamma di sistemi integrati: radar 4D, sensori elettro-ottici ad alta definizione, barriere acustiche, idrofoni per il rilevamento subacqueo, sonar monostatici (che emettono e ricevono il segnale dalla stessa posizione, migliorando precisione e copertura), droni Usv (Uncrewed Surface Vehicles) per il pattugliamento in superficie e droni Uuv (Uncrewed Underwater Vehicles) per l’ispezione e la sorveglianza subacquea. A questi sistemi si aggiungono reti di comunicazione dedicate, stazioni di ricarica subacquee e centri di comando e controllo in grado di gestire in tempo reale situazioni operative e di rischio. In questo contesto, un esempio concreto è il progetto elaborato per la protezione del porto di Odessa, presentato da Fincantieri alla conferenza internazionale per la ricostruzione dell’Ucraina del 10-11 luglio 2025. Lo scalo, tra i più strategici del Mar Nero, prima della guerra gestiva oltre il 60% delle esportazioni ucraine di cereali. Nonostante più di 35 attacchi russi e danni a 400 impianti e 30 navi, il porto ha mantenuto un traffico superiore ai livelli prebellici: tra agosto 2024 e aprile 2025 sono transitate oltre 5.000 navi, e nel 2026 si prevedono 700 mila Teu movimentati.






