L’intermodalità è in pericolo. La colpa è di una tassazione fuori controllo, in Europa e nel mondo, che rischia di assestare un colpo durissimo al trasporto marittimo delle merci a tutto vantaggio del trasporto su strada, mentre invece la logistica dovrebbe fare sistema, integrando porti, interporti, aeroporti e autostrade. tassazioni bollate come «ideologiche e discriminatorie».

Lo afferma Guido Grimaldi, presidente di Alis (Associazione logistica dell’intermodalità sostenibile), aprendo l’assemblea annuale dell’associazione che si sta svolgendo a Roma. All’evento sono presenti alcuni esponenti del governo, tra cui i ministri Antonio Tajani (Affari esteri) e Matteo Salvini (Infrastrutture e Trasporti), mentre il premier, Giorgia Meloni, è intervenuta con un videomessaggio, nel quale ha sottolineato l’impegno di chi, ogni giorno, in Italia, fa muovere merci e persone. Meloni ha anche detto che «il settore dei trasporti è stato spesso colpito da scelte europee più ideologiche che pragmatiche. La transizione ecologica è un obiettivo che ovviamente condividiamo, ma deve essere compatibile con la realtà, con i tempi delle imprese e con la neutralità tecnologica».

Alis rappresenta 2.450 soci, 476mila lavoratori e 150 miliardi di euro di fatturato aggregato. E proprio ieri è stata annunciata l’adesione ad Alis di Ita Airways, Leonardo, Enav e Trenitalia.