L'intermodalità rischia di essere compromessa da tassazioni "ideologiche e discriminatorie". Suona come un allarme quello che il presidente di Alis Guido Grimaldi ha lanciato durante l'assemblea generale dell'associazione. Ma anche come un avvertimento, per l'Italia di acquisire maggiore incisività nel contesto europeo e per l'Europa di decidere "se essere un attore principale o un semplice osservatore dei nuovi assetti globali".

Secondo Grimaldi, le tassazioni europee nel settore dei trasporti marittimi rischiano di compromettere la competitività dell'Italia nel mercato globale. "Pensiamo all'ETS e al Fuel-EU Maritime che stanno producendo distorsioni concorrenziali, perché applicate solo al trasporto marittimo, e anche geografiche, perché riguardano solo rotte intra-europee".

Nonostante questo, il bilancio dell'intermodalità è stato definito "straordinario" da Grimaldi. "Solo nel 2025 - ha spiegato il presidente di Alis - sono stati sottratti 5,6 milioni di camion dalle strade, sono state ridotte di 5 milioni le tonnellate in termini di CO2 e le famiglie italiane hanno potuto risparmiare 6,5 miliardi di euro". Un sistema che mira anche alla sostenibilità, ma che necessita di una "politica lungimirante per il rilancio di un piano di trasporti e logistica". "Queste tassazioni - ha aggiunto infatti Grimaldi - rischiano di penalizzare imprese e cittadini europei". Un tema su cui ha insistito anche il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, presente all'evento insieme ad altre figure di governo, tra cui il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida e il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara. Per questo motivo, tra le richieste dell'associazione, c'è quella secondo cui l'Europa dovrebbe puntare a sostenere maggiormente le imprese nei percorsi di decarbonizzazione, innovazione e sicurezza energetica.