È possibile che slitti il sesto ciclo di incontri tra Libano e Israele ospitato per la prima volta a Roma, dopo i primi cinque incontri a Washington. Il presidente libanese Joseph Aoun ha palesato la possibilità che l’incontro tra i diplomatici dei due paesi, per la prima volta dal 1983 faccia a faccia, possa essere spostato dopo il suo incontro con il presidente degli Stati uniti Donald Trump, previsto per il 21 luglio. Roma dovrebbe ospitare gli incontri il 15 e il 16 luglio. La scelta del luogo sarebbe avvenuta per motivi strettamente «tecnici» e logistici, come ha prontamente fatto sapere la presidenza della repubblica libanese.
IL RUOLO DELL’ITALIA sarebbe quindi, in linea con quello degli ultimi tre anni all’interno della crisi in questa parte di mondo, estremamente marginale, nonostante il tentativo del ministero degli Esteri di far passare l’incontro a Roma come un coinvolgimento attivo della diplomazia italiana.
Nel clima di instabilità internazionale, nella rincorsa diplomatica tra Iran e Stati uniti che va avanti ormai da mesi, il Libano prova a trovare una posizione. Il paese, che non ha a disposizione una flotta navale o aerea, tantomeno un esercito capace di difendere e presidiare il territorio, ha scelto la via diplomatica con Israele, che ha in più occasioni palesato l’intenzione di mantenere l’occupazione.












