MondoSegui Domani su Google14 luglio 2026 • 17:26Le trattive servono per implementare l’accordo quadro raggiunto lo scorso 26 giugno a Washington. Sull’incontro nella capitale c’è assoluto riserbo, il focus riguarda il progressivo ritiro dell’Idf da due prime zone pilota e il ridispiegamento dell’esercito libanese. Ipotesi di un futuro incontro tra un meseSe non fosse per le sei telecamere televisive puntate sull’edificio dal ciglio della strada, chi passa a Via Veneto davanti all’ambasciata degli Stati Uniti a Roma non saprebbe che dentro l’edificio è in corso il sesto round di negoziati diretti tra Israele e Libano. Intorno al vertice a porte chiuse, anzi chiusissime, c’è assoluto riserbo. Le poche notizie filtrate provengono dal fronte libanese e non dall’ambasciata romana di Beirut che a quanto apprende Domani non ha avuto alcun ruolo in quesYoussef Hassan HolgadoGiornalista di Domani. È laureato in International Studies all’Università di Roma Tre e ha frequentato la Scuola di giornalismo della Fondazione Lelio Basso. Vincitore della 12esima edizione del premio Roberto Morrione per il giornalismo investigativo. Fa parte del Centro di giornalismo permanente e si occupa di Medio Oriente e questioni sociali.
A Roma i colloqui a porte chiuse tra Israele e Libano: i nodi sul tavolo e le prospettive
Le trattive servono per implementare l’accordo quadro raggiunto lo scorso 26 giugno a Washington. Sull’incontro nella capitale c’è assoluto riserbo il focus riguarda il progressivo ritiro dell’Idf da due prime zone pilota e il ridispiegamento dell’esercito libanese














