Medio Oriente
Ruben Caivano
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Traspare ottimismo al termine del sesto round di colloqui a Roma tra le delegazioni di Israele e Libano all’Ambasciata americana. Secondo quanto riportato da Al Jadeed, le parti hanno discusso sulle condizioni del ritiro dalle “zone pilota” dell’esercito israeliano, che lascerà il controllo alla LAF. Le truppe libanesi dovranno garantire il completo smantellamento militare di Hezbollah. Un soggetto terzo verificherà il disarmo, anche se rimane l’incognita di chi possa essere. Un’ipotesi è un intervento delle Nazioni Unite. E dunque non c’è da meravigliarsi se è stata proprio Roma ad aver ospitato i negoziati: l’Italia è infatti il primo contributore europeo e il secondo in assoluto alla missione Unifil, con un generale italiano, Diodato Abagnara, a guidare la missione. Unifil cesserà le proprie operazioni il 31 dicembre prossimo, e Italia e Francia stanno lavorando alla creazione di una nuova coalizione multinazionale che, sulla base di una decisione multilaterale e con il consenso delle autorità libanesi, possa proprio contribuire alla stabilizzazione dell’area e al rafforzamento delle Forze armate libanesi.
Al termine dei colloqui, un funzionario israeliano ha affermato che i negoziati “sono andati bene”, nonostante per la parte israeliana siano necessarie ulteriori preparazioni e intese prima di avviare l’attuazione delle fasi iniziali delle zone pilota, mentre il Paese dei Cedri starebbe spingendo per avviare l’attuazione del progetto il prima possibile. A commentare è anche il primo ministro libanese Aoun, che da Beirut ha ribadito come questa formula sia “la migliore possibile e ha iniziato a dare i suoi frutti”, sottolineando con soddisfazione che il dossier del Paese dei cedri “è ora sul tavolo del presidente degli Stati Uniti”.








