Gerusalemme, 7 lug. (askanews) – “Quello che abbiamo nei confronti del Libano è una grande speranza. La speranza che qualcosa stia cambiando, che qualcosa si stia muovendo”. È questo il messaggio che arriva da Gerusalemme in merito ai negoziati con Beirut, alla vigilia del nuovo ciclo di colloqui tra le due delegazioni, previsto a Roma il 15 e 16 luglio, secondo quanto annunciato dall’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter.

George Deek, Direttore del Dipartimento per l’Europa meridionale e Inviato speciale di Israele presso il mondo cristiano, nel corso di un briefing con una delegazione di giornalisti italiani presenti a Gerusalemme, ha osservato che “per la prima volta” il Libano, e il suo presidente Joseph Aoun, stanno prendendo le distanze pubblicamente dall’Iran. “Sono cose che non avevamo mai sentito prima”, ha sottolineato Deek. “Ciò che nutriamo nei confronti del Libano non è fiducia, ma speranza”, ha tenuto a specificare il direttore israeliano, “la speranza che esista un’entità in Libano che, con l’aiuto della comunità internazionale, sia in grado di rafforzarsi e di respingere le potenze straniere che cercano di interferire nelle sue politiche, principalmente l’Iran attraverso Hezbollah, e che riesca a restituire la sovranità del Libano al popolo libanese e al governo democraticamente eletto del Paese”. “Sappiamo se questo accadrà? No”, ha precisato Deek, ribadendo tuttavia la necessità di dare una possibilità a Beirut. “Questa è la migliore speranza per il Libano”, ha aggiunto l’alto funzionario israeliano, evidenziando che, pur senza alcuna certezza sul risultato, vale “assolutamente la pena tentare”.