Nelle ultime settimane lo scontro nella Commissione Covid si è alzato di livello. Fratelli d’Italia ha concentrato i suoi attacchi sulla gestione degli appalti per le mascherine. Il 4 agosto dovrebbe esserci l’audizione di Giuseppe Conte. Intanto, Fanpage.it ha sentito due dei più importanti esponenti in Commissione dei fronti contrapposti: il capogruppo di Fdi Galeazzo Bignami e il vicepresidente M5S Stefano Patuanelli.

La Commissione parlamentare d'inchiesta sul Covid, nelle ultime settimane, è ritornata a essere luogo di scontri finiti sulle pagine dei giornali a più riprese. Ad attaccare e rispondere sono soprattutto Fratelli d'Italia, da una parte, e Movimento 5 stelle dall'altra. Ovvero il partito che si è trovato all'opposizione per tutto il periodo della pandemia (anche quando la gestione è passata al governo Draghi) contro quello che esprimeva il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Non stupisce, quindi, che da quando è nata – e anche prima – la commissione sia stata al centro di polemiche da entrambe le parti. Eppure, nelle ultime settimane, il livello dello scontro si è ulteriormente alzato. Sul tavolo della contesa ci sono soprattutto gli appalti per le forniture di mascherine protettive, con uno scambio reciproco di accuse tra FdI e M5s. Fanpage.it ha interpellato Stefano Patuanelli, senatore e vicepresidente del Movimento 5 stelle, e Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d'Italia che si è dimesso dalla commissione a fine giugno per essere audito. Qual è lo scopo della commissione Covid? Il Movimento 5 stelle ha mantenuto una posizione chiara fin dall'inizio: la commissione d'inchiesta sul Covid, per come ha deciso di impostarla la maggioranza – decidendo ad esempio di non discutere l'operato delle Regioni, guidate in gran parte dal centrodestra – è uno strumento di propaganda. "Una commissione esclusivamente politica nata con un mandato chiaro: accusare Conte e il governo Conte di ogni nefandezza durante la gestione della pandemia", sostiene Patuanelli. Proprio la scelta di escludere le Regioni, ‘tutelando' quindi i governatori, "dimostra la malafede della maggioranza".