Un adolescente su tre non passerebbe l’esame di protezione solare. Non è un modo di dire: è il risultato, nero su bianco, della Practice Safe Sun Survey 2026 dell’American Academy of Dermatology (AAD), l’indagine annuale con cui i dermatologi americani misurano quanto ne sappiamo davvero del sole e dei suoi rischi. Il 32% dei giovani della Generazione Z (i nati tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila) ha ottenuto un voto equivalente alla nostra insufficienza grave nel quiz sulla sicurezza solare. E non per mancanza di interesse verso la propria pelle, perché risulta essere la generazione più ossessionata dalla skincare della storia.
Quando a insegnare è l’algoritmo
Il problema dell’algoritmo è dove va a cercare le risposte. Il 64% per cento dei ragazzi dichiara di essersi imbattuto in disinformazione sulla protezione solare online, e per il 36% gli influencer di TikTok e Instagram sono la fonte primaria di informazione sulla cura della pelle. Con un effetto misurabile: secondo l’AAD, oltre 16 milioni di adulti americani hanno ridotto o abbandonato la crema solare sulla base di affermazioni lette in rete. “La disinformazione rafforza i miti sull’abbronzatura e porta a sottovalutare i rischi dei raggi ultravioletti”, avverte il presidente dell’Academy, il dermatologo Murad Alam.










