In America, la maggior parte delle persone trascorre meno di un’ora al giorno all’aperto. In Europa, il caldo ci sta obbligando a vivere più tempo in spazi chiusi anche in estate. Al contempo, il messaggio che mandano i dermatologi è lo stesso in tutto il mondo: evitare l’esposizione diretta e applicare la crema protettiva ogni due ore. Ci stiamo schermando troppo? Ne è convinto il giornalista scientifico Rowan Jacobsen, che ha indagato la questione nel libro In defense of sunlight (Scribner): “Il secolo scorso in Europa le persone andavano negli istituti di elioterapia per curare tubercolosi e rachitismo. Poi abbiamo scoperto il cancro della pelle e siamo passati all’estremo opposto. Dobbiamo ritrovare un equilibrio”, dice l’autore.
Scrittore e giornalista, Rowan Jacobsen, autore di "In defense of sunlight", collabora con il New York Times e l’Atlantic.
Il culto dell’abbronzatura però è rinato tra i giovani, lo dimostra il rilancio dei lettini solari.
“Non è quello che intendo per equilibrio. Chiariamolo: le lampade abbronzanti sono associate a un rischio più alto di melanoma, perché usano molti raggi Uva, i più pericolosi. Una leggera doratura naturale, però, è un segno di benessere: indica buoni livelli di vitamina D e di altri nutrienti che migliorano la salute generale, riducendo l’infiammazione in tutto il corpo”.










