Nell’estate 2026 l’abbronzatura è diventata un’ossessione e su TikTok spopolano trend come il “tanmaxxing”, soprattutto tra la Gen Z: più abbronzati possibile nel minor tempo e senza protezione solare. Ma quali sono i rischi per la salute della pelle? E come si può prendere il sole in sicurezza? I consigli della dermatologa Ines Mordente.

L'abbronzatura per la Gen Z è diventata una vera e propria ossessione. In estate sempre più giovani scelgono di esporsi al sole per raggiungere il colorito perfetto e vedersi meglio allo specchio, anche a costo di mettere a rischio la salute della propria pelle. Ed è così che sui social, specialmente su TikTok, diventano virali trend come il tanmaxxing e i profili di taninfluencer, letteralmente gli "influencer dell'abbronzatura", che con i loro contenuti raggiungono milioni di visualizzazioni. L'obbiettivo è uno: massima abbronzatura nel minor tempo possibile, senza creme solari o con alternative naturali, quali oli di cocco o succo di agrumi. Ma quali sono i rischi concreti per la pelle? E in che modo ci si può abbronzare in sicurezza? A fare chiarezza a Fanpage.it la dermatologa Ines Mordente.

Perché il trend del "tanmaxxing" è pericoloso e quali sono i rischi Cercare la massima abbronzatura, senza protezione o con metodi alternativi, è uno delle tendenze dell'estate 2026. Si chiama tanmaxxing e ha trasformato il prendere il sole in una vera e propria ossessione, soprattutto tra la Gen Z: sempre più giovani tra i 15 e i 29 anni trascorrono ore e ore sotto il sole con l'obbiettivo della tan lines, la famosa linea del costume, sinonimo immediato di una pelle diventata "più scura". Sono nate persino delle app in cui è possibile caricare una propria foto, selezionare il livello di abbronzatura desiderato e nel giro di pochi secondi ricevere indicazioni precise per raggiungere il colorito perfetto, come ad esempio i momenti della giornata in cui i raggi UV sono più intensi oppure quanto tempo è necessario rimanere esposti e a quale orario. Ma cosa comporta questa pratica per la salute della pelle? A spiegarlo la dottoressa Mordente a Fanpage.it: "Aumenta il rischio di ustioni, fotoinvecchiamento precoce, macchie cutanee, alterazioni del collagene e, soprattutto, tumori della pelle, incluso il melanoma. Il problema è che il danno è cumulativo: la pelle “ricorda” ogni esposizione e ne paga le conseguenze anche molti anni dopo". Esporsi senza protezione, quindi, può causare un danno irreversibile e duraturo nel tempo e anche il momento della giornata che si sceglie ha la sua importanza (e conseguenza): "Tra le 11 e le 16 l’intensità dei raggi UV, soprattutto degli UVB, è massima. In questa fascia oraria bastano pochi minuti per provocare danni biologici alla pelle, soprattutto nei fototipi chiari. Nelle prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio l’intensità dei raggi è inferiore, ma questo non significa che non ci sia esposizione: i raggi UVA, responsabili di fotoinvecchiamento e danni profondi, sono presenti durante tutto l’arco della giornata". Anche usare alternative naturali alle creme solari, come olio di cocco o succo di agrumi, può rappresentare un pericolo: "Non esiste alcune evidenza scientifica che possano sostituire una protezione solare certificata. Al contrario, alcune sostanze, come gli agrumi, possono addirittura aumentare il rischio di reazioni fototossiche, provocando macchie e ustioni importanti quando vengono applicate sulla pelle prima dell’esposizione".