di

Vera Martinella

L’uso dei filtri protettivi fornirebbe un falso senso di sicurezza, portando le persone a esporsi al sole in modo più azzardato. Ecco perché i dermatologi raccomandano una protezione che comprenda anche abbigliamento, orari di esposizione, caratteristiche individuali, età e sensibilità della pelle al sole

Usano la crema solare, ma hanno un rischio più che raddoppiato di sviluppare un tumore cutaneo: è il risultato sorprendente di uno studio americano che ha analizzato i dati provenienti da due grossi database, uno su persone canadesi, l’altro sulla popolazione britannica. Com’è possibile?

Falso senso di sicurezza«Tra gli addetti ai lavori è stato battezzato come il pericoloso “paradosso della crema solare”, un fenomeno per cui l’uso dei filtri protettivi fornirebbe un falso senso di sicurezza, portando le persone a esporsi al sole in modo più azzardato» racconta Paolo Ascierto, direttore dell’Unità di Oncologia del Melanoma dell’Istituto Tumori Pascale di Napoli. Insomma: la crema solare è fondamentale, ma non è una licenza d’arrostirsi al sole. Inoltre la maggior parte delle persone non ne usa una quantità sufficiente o rimane esposta ai raggi UV per ore senza riapplicarla. «Ecco perché è importante fare attenzione anche all’abbigliamento, soprattutto per le persone più a rischio di scottarsi — dice Ascierto, presidente di Fondazione Melanoma —. Camicie a maniche lunghe in lino o cotone leggero e pantaloni lunghi sono perfetti per le lunghe passeggiate. I colori scuri e vivaci (nero, blu, rosso) proteggono di più. Gli occhiali devono avere le lenti con i filtri a norma ed è meglio se hanno una montatura avvolgente. Infine, un cappello a tesa larga aiuta a difendere zone critiche e spesso dimenticate quali orecchie, cuoio capelluto e nuca».