Con l’arrivo dell’estate torna puntuale anche un dubbio beauty: bisogna smettere di utilizzare retinolo, acidi esfolianti e vitamina C per evitare danni alla pelle? In realtà, sotto la dicitura di “ingredienti fotosensibilizzanti” si nascondono, spesso, falsi miti. Acuni attivi possono rendere la pelle più vulnerabile ai raggi UV, mentre altri rappresentano invece un prezioso alleato contro lo stress ossidativo provocato dal sole. La vera regola non è sospendere la skincare, ma imparare ad adattarla alla stagione.
Ingredienti fotosensibilizzanti: cosa sono?
«I veri ingredienti fotosensibilizzanti sono sostanze che, sulla pelle, possono reagire con la luce scatenando una risposta anomala» inizia a spiegare Margherita Cottura, Product Manager di Veralab.
«Tra i più noti ci sono le furocumarine di alcuni oli essenziali agrumati, soprattutto se non depurati, come bergamotto, lime e limone: assorbono in particolare i raggi UVA e possono provocare una reazione simile a una scottatura esagerata, spesso seguita da macchie».
«Poi, ci sono attivi che non reagiscono direttamente con la luce, ma accelerano il ricambio delle cellule più superficiali della pelle, favoriscono l’esfoliazione o possono irritare la barriera cutanea, come retinoidi e acidi esfolianti. Non sono fotosensibilizzanti in senso stretto: rendono semplicemente la pelle più vulnerabile e reattiva al sole» specifica l’esperta.









