Si tende a credere che il sole possa essere un valido alleato, in realtà raggi Uv ma anche caldo e umidità possono costituire un’insidia per la pelle acneica. Come regolarsi quindi in estate? I consigli dell’esperto
Sole, mare e lunghe giornate all’aria aperta: se in estate la cura della pelle è fondamentale sempre, può diventarlo ancora di più in caso di acne, disturbo su cui circolano ancora diversi falsi miti che possono trarre in errore. Il più comune? Quello di pensare che proprio il sole possa rappresentare una buona cura.
L’acne è una malattia infiammatoria a carico dei follicoli piliferi e delle loro ghiandole sebacee. Si manifesta in particolare su viso, collo, torace e dorso e provoca lesioni cutanee di diversa entità: dai comedoni (ovvero punti neri e punti bianchi) fino, nei casi più severi, a cisti e noduli che possono dare origine a cicatrici e macchie persistenti nel tempo.
Acne: un disturbo non solo giovanile
I più colpiti? Contrariamente a quanto si pensi, non solo i più giovani. «Sebbene la maggiore frequenza si riscontri in età adolescenziale, l’acne è un disturbo piuttosto verticale», spiega il dottor Piergiorgio Malagoli, dermatologo e responsabile della Psocare Unit presso l’IRCCS Policlinico San Donato. «Può manifestarsi o perdurare anche dopo i 25 e fino ai 45 anni: si parla per questo di acne tardiva». La causa? «Quello che sappiamo è che alla base del disturbo c’è un’alterazione degli ormoni e del recettore a cui questi ormoni si legano», spiega il dermatologo, «alterazione che genera poi il meccanismo infiammatorio. L’acne tardiva è nettamente più frequente nelle donne perché legata agli ormoni androgeni, come il testosterone che può essere prodotto in eccesso in caso di ovaio micropolicistico ma che può far sentire i suoi effetti anche nel periodo della premenopausa a causa della ridotta attività estrogenica che fa normalmente da ‘contraltare’. In altre parole, mentre gli uomini hanno una produzione di androgeni molto alta ma costante, nelle donne si può assistere a una fluttuazione che può causare con maggiore frequenza l’insorgenza dell’acne».







